Gastroenterologo Dott. Prof. Iannetti Antonio Roma



Gastroenterologo Endoscopista Digestivo

La gastroscopia che guarisce dal Reflusso Gastrico: GerdX

 

Professore qual è la terapia per la MRGE (malattia da reflusso gastro-esofageo)?

 

Molti farmaci possono essere e sono utilizzati, ma quelli più efficaci sono gli antisecretori gastrici (inibitori di pompa protonica - PPI - e gli antagonisti dei recettori H2). Talvolta anch’essi sono inefficaci, soprattutto nelle forme di reflusso gastro-laringeo, con sintomi di tosse, catarro, raucedine, otite, bocca urente e altri. Ci si aiuta allora con farmaci psicoattivi, che agiscono sul Sistema Nervoso Enterico, sulla sensibilità viscerale e sulla motilità intestinale.

 

 

Si guarisce con la terapia medica?

 

Utilizzando i PPI, nella maggioranza dei casi, guarisce l’ esofagite  e si evita il rischio delle sue complicanze (ulcera esofagea, stenosi, Barrett, cancro esofageo).

 

 

Per quanto tempo si devono prendere le medicine?

 

La terapia medica non agisce sull’incontinenza dello sfintere cardiale, ma sulle conseguenze. La terapia deve essere fatta per periodi molto lunghi e si hanno recidive alla sua sospensione. Nei casi di esofagite grave, la cura va fatta a vita, per evitare la trasformazione epiteliale esofagea in Barrett  e cancro.

 

 

Ma non fanno male queste medicine?

 

Recenti studi dimostrano eventi avversi, legati all’utilizzo prolungato di questi prodotti, come la maggiore facilità alle infezioni polmonari e intestinali, e l’anemia e le fratture ossee patologiche, per ridotta capacità di assorbire alcuni oligoelementi, quali ferro e calcio.

 

 

Ma allora, non è meglio operarsi?

 

L'orientamento sino ad ora è stato quello di riservare l'intervento chirurgico ai casi dei “non Responder” alla terapia medica. La possibilità di eseguire l’operazione in laparoscopia ha aumentato la percentuale di Pazienti, che optano per questa soluzione. Ma la chirurgia presenta comunque rischi legati alla procedura, costi, tempi di degenza, inefficacia in alcuni casi, con difficoltà a ripetere la procedura.

 

 

Ma ora ci sono terapie endoscopiche, in pratica una gastroscopia?

 

Devo dire che finalmente, con l’avvento del Plicatore Endoscopico Gerd-X , questa possibilità è concreta.

Precedenti trattamenti endoscopici, come ho descritto in altre sezioni del mio website , lasciavano a desiderare, in merito alla tenuta nel tempo delle suture applicate. I fili sintetici utilizzati non reggevano alla trazione dei tessuti, sfilacciandosi e rendendo vano l’intervento.

La suturatrice Gerd-X  presenta due piastrine in poliuretano all’estremità dei fili, non riassorbibili, che evitano questo problema.

 

 

Professore, ma è sicura la durata nel tempo? 

 

Recenti studi comparativi tra fundoplicatio endoscopica con Gerd-X  e fundoplicatio chirurgica  indicano risultati sovrapponibili nel corso del follow-up. La tecnica con gastroscopia, inoltre, è ripetibile e non preclude il successivo intervento chirurgico.

 

 

Allora è meglio operarsi o curarsi con le medicine?

 

La scelta è spesso soggettiva, sia da parte del medico curante  e soprattutto da parte del Paziente. È chiaro che questa opportunità di gastroscopia operativa, a mio parere, sposta l’ago della bilancia a favore di quest’ultima.

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