Gastroenterologo Endoscopista Digestivo
IANNETTI PROF. ANTONIO
Che differenza c’è tra Gastroenterologo ed Endoscopista?
In realtà non c’è alcuna differenza. L’Endoscopia Digestiva è la metodica, utilizzata dal Gastroenterologo, per fare diagnosi e per effettuare atti terapeutici per problemi che non necessitano dell’intervento chirurgico.


Quali sono questi atti terapeutici che effettua il Gastroenterologo?
Sempre più le metodiche chirurgiche si orientano a diventare mini-invasive, cioè con piccoli tagli o, meglio ancora, senza alcun taglio.
Un polipo dell’intestino, che è comunque un tumore ovvero una lesione mucosa che rischia di diventare un cancro maligno, viene resecato ed asportato durante l’esame endoscopico. Si effettua perciò solo un piccolo taglio interno, che non lascia cicatrici e, soprattutto, ha tempi di guarigione assolutamente ridotti. Se il polipo è troppo grande per essere asportato endoscopicamente, allora bisogna rivolgersi alla chirurgia.
Quali altri atti terapeutici svolge il Gastroenterologo?
Ve ne sono parecchi. Tutta la Medicina è in forte evoluzione. Per esempio, ora c’è la figura professionale del Radiologo Interventista, che di fatto risolve problematiche che prima erano di esclusivo appannaggio chirurgico. Un altro intervento terapeutico del Gastroenterologo è il posizionamento della PEG (Gastrostomia Endoscopica Percutanea) che serve per far alimentare Pazienti impossibilitati a deglutire.
Il Gastroenterologo si occupa anche di fegato?
Assolutamente sì. In Italia soprattutto è invalsa l’opinione che, per problemi ano-rettali, ci si debba recare dal Chirurgo Proctologo. In realtà non è così. Il Chirurgo che si occupa di proctologia deve essere molto preparato nel campo, perché è una chirurgia delicata, che richiede specifiche competenze. Ma, soprattutto, un eventuale intervento proctologico deve essere preceduto da un attento studio fisio-patologico del problema, che solo il Gastroenterologo sa fare. Il rischio è che, se non si corregge il difetto funzionale e si passa direttamente all’opzione chirurgica, dopo l’intervento, il problema si ripresenti e si ricreino le medesime alterazioni anatomiche.
Se devo fare un’ecografia al fegato o al pancreas, devo andare dal Gastroenterologo?
In realtà l’ecotomografia, così come la TAC e la RMN, sono competenza del Medico Radiologo. Però, come avviene anche in altre branche della Medicina, per esempio in ginecologia, urologia, cardiologia e altre, lo Specialista di riferimento acquisisce specifiche competenze, invadendo il campo radiologico. Però, come ho detto, questo rientra nell’evoluzione della Medicina, per cui le competenze sono spesso sfumate e/o si accavallano.
In definitiva il Gastroenterologo è un Clinico o un Chirurgo?
Il Gastroenterologo è un Clinico che si avvale, per la diagnostica e per la terapia, della metodica endoscopica, che è materia imprescindibile del corso di specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva.
Ci sono Gastroenterologi che si dedicano particolarmente a procedure operative complesse?
Come sempre, in Medicina come nella vita, non conta tanto il titolo che hai conseguito, quanto ciò che realmente sai fare. Per rispondere a questa domanda, direi che alcune procedure complesse, come la dissezione endoscopica sottomucosa di polipi infiltranti, il drenaggio transgastrico o transduodenale di cisti pancreatiche, l’EUS (l’Ecoendoscopia) con biopsia di tumori cistici pancreatici, la push enteroscopia e altre sono metodiche che richiedono particolare tempo esecutivo, tempo di apprendimento e dedizione; pertanto, vengono svolte in centri di terzo livello, in Reparti specializzati. Già l’ecoendoscopia di per sé richiede un training particolare, in quanto riunisce le competenze endoscopiche e quelle radiologiche dell’ultrasonografia.
Invece, per le problematiche cliniche di più frequente riscontro, quali sono quelle che quotidianamente affronta uno Specialista Gastroenterologo?
Disturbi digestivi e intestinali
- Reflusso gastroesofageo → è la seconda patologia più frequente, dopo la sindrome dell’intestino irritabile. Esistono forme complicate e resistenti, di non facile soluzione, che oggi si avvalgono di procedure terapeutiche endoscopiche, le più promettenti delle quali sono quelle di fundoplicatio endoscopica, come il metodo Esophyx.
- Esofagite da reflusso → l’infiammazione dell’esofago, che si associa spesso a lesioni erosive, va seguita con attenzione, perché può portare a complicanze come il Barrett o il cancro esofageo.
- Ernia gastrica iatale → è una condizione anatomica, favorente il reflusso gastrico, che talora regredisce con la dieta e con la terapia medica, senza dover ricorrere alla chirurgia
- Laringite da reflusso → la malattia da reflusso gastrico, anche con i vapori dell’acido peptico, può colpire le alte vie respiratorie e non solo
- Dolori addominali e gonfiore → è in assoluto la patologia gastroenterologica, e non solo, più frequente. Nella maggioranza dei casi si tratta di patologie funzionali, cioè che non hanno un substrato organico sottostante, ma non per questo sono meno invalidanti per chi ne soffre e meno difficili da trattare. È pleonastico ricordare che il Gastroenterologo, di fronte a quadri simili, deve escludere ogni possibile causa organica, che va dalla malattia infiammatoria, a quella peptica e a quella tumorale.
- Stipsi o diarrea funzionale → Ogni individuo può avere tendenza alla stitichezza o alla diarrea. Tali quadri diventano patologici se impattano, talora in modo molto importante, la qualità di vita del Paziente che ne è affetto. Pertanto, sono patologie a tutti gli effetti e devono essere affrontate e risolte.
- Malattia emorroidaria cronica → le emorroidi, le ragadi, il retto da sforzo, non vanno considerate come patologie minori, in quanto spesso inficiano altamente la qualità di vita e le funzioni fisiologiche del Paziente. Talora vanno affrontate con il supporto della chirurgia.
Malattie infiammatorie e autoimmuni
- Colite ulcerosa → la colite ulcerativa necessita di appropriati follow-up in quanto è un fattore predisponente al cancro del colon-retto.
- Morbo di Crohn → il morbo di Crohn è malattia complessa da trattare, quando si presenta nelle forme più aggressive e prevede, in questi casi, complicanze come ascessi, fistole e stenosi fibrotiche.
- Celiachia e intolleranze alimentari → la celiachia è una malattia autoimmune e le intolleranze, anche quelle documentate da anticorpi IgG4 anti-nutrienti, stanno acquisendo sempre più una valenza patologica complessa, spesso associata al microbiota e alla disbiosi intestinale.
- Malassorbimento e allergie alimentari → queste patologie necessitano di una diagnostica accurata per migliorare la qualità della vita e lo stato di benessere dei Pazienti che ne sono affetti.
Patologie dell’apparato digerente
- Polipi dell’esofago, dello stomaco e del colon → sono quelle lesioni tumorali che possono evolvere in cancri maligni e necessitano dell’intervento terapeutico endoscopico (polipectomia ed esame istologico).
- Tumori del colon e dello stomaco → la diagnostica precoce dei tumori intestinali permette, dopo la chirurgia e l’eventuale radio e chemioterapia, una completa restitutio ad integrum.
- Parassitosi intestinali → sono patologie solo in parte presenti alle nostre latitudini, ma vanno considerate, diagnosticate e trattate per evitare che diventino causa cronica di diarrea e malnutrizione.
Malattie del fegato e del pancreas
- Epatiti e malattie epatiche → ormai il Gastroenterologo è in grado di curare le epatiti croniche post-virali. Quelle che destano oggi maggiori preoccupazioni sono quelle metaboliche che, subdolamente, possono portare alla cirrosi epatica.
- Pancreatiti e disturbi pancreatici → le patologie pancreatiche più conosciute sono quelle infiammatorie e quelle neoplastiche. Di queste ultime fanno parte le lesioni tumorali cistiche, talora reperti occasionali alla RMN, che vanno studiate, diagnosticate, seguite in follow-up ed eventualmente trattate.
Di più su di me
Gastroenterologo Endoscopista Digestivo – Proctologo – Epatologo Specialista in Malattie del Fegato e in Medicina Interna

Prof. Antonio Iannetti
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