FAQ Calcoli al fegato

calcoli al fegato  (o calcoli della colecisti o delle vie biliari) possono dare dolore allo stomaco. Il sintomo tipico dei calcoli delle vie biliari è la colica epatica, cioè uno spasmo molto forte ed un dolore, dovuto al fatto che la bile non passa verso il duodeno per l'ostruzione del calcolo, la colecisti si rigonfia, talvolta è ostacolato anche il flusso dei succhi pancreatici e ciò crea forte dolore e talora pancreatite. Altre volte i sintomi sono sfumati, come un gonfiore dopo mangiato, un po' di reflusso o rigurgiti.

Come sempre in Medicina ci sono cause genetiche, trasmesse ereditariamente, e cause ambientali ed alimentari. Un eccesso di grassi, oltre che problemi circolatori, crea anche una bile densa, con maggiori possibilità che si formino i calcoli. Alcune complicazioni sono gravi, ma rare: per esempio la perforazione della colecisti, che può portare ad un'ostruzione meccanica dell'intestino o ad una peritonite. Più frequente è l'infezione della colecisti (colecistite), talora con formazione di pus al suo interno. La complicanza più frequente, di intensità e gravità differente a seconda del caso, è la pancreatite biliare, che avviene, come dicevo, quando il calcolo ostruisce, oltre che il dotto biliare, anche quello pancreatico.

Nella maggioranza dei casi i calcoli al fegato sono silenti, cioè non dànno nessuna sintomatologia. In tali casi, che sono la stragrande maggioranza, il reperto è occasionale, per esempio durante un esame radiologico fatto per altri motivi. Non si deve fare nessuna cura nè tantomeno è indicato asportare chirurgicamente la colecisti. Altre volte i sintomi possono essere sfumati, cattiva digestione, aerofagia, eruttazioni. Lo specialista Gastroenterologo  nel corso della visita medica potrà fare diagnosi o richiedere esami per confermare il suo sospetto. L’ecografia epato-bilio-pancreatica in genere è sufficiente. Talora occorre la Risonanza Magnetica.

Se non sono presenti sintomi, non succede nulla e non si deve fare nulla. Se si sono avute coliche, si deve valutare la possibilità dell’intervento chirurgico per togliere la colecisti, con tecnica mini-invasiva (detta anche laparoscopica), se non ci sono condizioni anatomiche che impediscano questa metodica: per esempio pregresse infezioni che abbiano creato aderenze interne, la colecisti molto infiammata, altri precedenti interventi di chirurgia addominale.

In alcuni casi, selezionati dal Gastroenterologo, i calcoli delle vie biliari possono essere curati con medicine che si assumono per bocca e che li fanno sciogliere, fluidificando la bile.

Lo specialista Gastroenterologo  può valutare se si può provare a rompere dall'esterno questi calcoli. La metodica è la litotrissia con onde d'urto. Queste onde, molto forti, prodotte da un macchinario esterno e trasmesse all'interno del corpo umano, provano a frammentare i calcoli in piccoli pezzi. È importante il centraggio radiologico di tali calcoli, che deve essere scrupoloso, per evitare che le onde colpiscano altri organi, danneggiandoli. I calcoli così ridotti di dimensioni devono poi essere sciolti, con sostanze medicamentose assunte per bocca, per poter passare nel canalicolo che li porta al duodeno ed essere eliminati dall'intestino.

Riguardo la predisposizione genetica, non si può fare nulla con interventi medici, almeno non ancora. Ci si deve sempre aiutare con una corretta alimentazione, con pochi grassi saturi, prediligendo frutta e verdura, senza eccesso di pasta e carboidrati, che inducono la produzione, proprio nel fegato, dei trigliceridi, predisponenti alla formazione di calcoli biliari.

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