FAQ Cancro dell'ano e del retto

Il tumore del colon-retto , cioè della parte finale dell’intestino, è il cancro più frequente in Italia, insieme a quello del polmone e della mammella. La presenza di sangue o muco, durante o dopo la defecazione, potrebbe indicare un cancro  del retto  o del canale anale. Ma potrebbe trattarsi semplicemente di malattia emorroidaria , con emorroidi interne, non avvertite dal soggetto che lamenta il disturbo, oppure di una patologia infiammatoria.

Potrebbe essere un polipo infiammato del tratto finale dell’intestino, dalla cui superficie può uscire sangue al passaggio delle feci. Il polipo è un’escrescenza della mucosa che protrude nel lume intestinale. Esso si trasforma lentamente in senso maligno, fino ad arrivare al cancro.

I tumori sono formazioni adenomatose, non necessariamente maligne. I polipi intestinali  sono tra questi. Se sono infiammatori, la loro malignità è praticamente nulla. Se sono di tipo adenomatoso, hanno in sé un grado di malignità che, in base alla displasia, valutata dal Patologo, sarà di basso o alto grado. Esistono anche i polipi serrati, che hanno caratteristiche miste.

Il Gastroenterologo Proctologo è lo specialista cui rivolgersi. La visita medica permette di valutare la parte finale del retto e l’ano. Talvolta l’esplorazione digitale del retto non è possibile perché suscita vivo dolore al paziente. Questo accade quando è presente una ragade in fase attiva. In questi casi è opportuno effettuare una retto-colon-scopia in sedazione per escludere con certezza un cancro dell’ano.

È difficile che ci si possa rendere conto da soli di cosa si tratta. Il dolore può essere assente se il cancro è nel retto, cioè più dentro rispetto all’orifizio anale. Il sanguinamento che produce può essere imputato ad emorroidi interne. Se il cancro è nel canale anale, il dolore è presente e può essere scambiato per un dolore dovuto ad una ragade. Quindi è opportuna una retto-colon-scopia  in sedazione  per poter vedere bene, senza lo spasmo indotto dal dolore, e per prelevare campioni della lesione sospetta per esame istopatologico.

Il polipo dell’intestino e del retto può essere asportato durante la colonscopia  (polipectomia endoscopica , mucosectomia). Se è cresciuto troppo, se si è certi durante la colonscopia che è già diventato cancro e se la posizione e le dimensioni impediscono la procedura endoscopica, allora occorre l’intervento chirurgico. Per i tumori in questa sede, la radioterapia o la chemioterapia prima dell’intervento riducono il volume del cancro, che sarà poi operato più agevolmente, permettendo di ripristinare la continuità dell’intestino. Per il cancro dell’ano la terapia è medica, chemioterapica e radioterapica. La chirurgia è applicabile solo se la lesione è diagnosticata in fase iniziale ed è di piccole dimensioni. Se la diagnosi è tardiva e la terapia medica non ha effetto, necessita un intervento chirurgico demolitivo, con ano artificiale.

Se la diagnosi è precoce, assolutamente sì. I polipi di piccole dimensioni, fino a 3-4 cm di diametro, possono essere tolti durante la colonscopia (polipectomia endoscopica, mucosectomia). Se il polipo è troppo grande o si è già trasformato in cancro, deve essere tolto con un intervento chirurgico, ma la sopravvivenza è buona. Il cancro dell’ano, se diagnosticato precocemente e se di piccole dimensioni, può essere asportato chirurgicamente. In fasi più avanzate, sarà trattato con la chemioterapia e la radioterapia. La sopravvivenza è buona.

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