FAQ Colite ulcerosa

Bisogna capire l'insorgenza del disturbo e se associato ad una possibile infezione. E' opportuno fare un esame completo delle feci, anche parassitologico e dosando la calprotectina fecale. E' necessaria la valutazione clinica del Gastroenterologo. Può trattarsi di una malattia infiammatoria intestinale cronica, come la rettocolite ulcerosa  o il morbo di Crohn  a localizzazione colica. Oppure di una colite infettiva autolimitantesi. Un viaggio in Paesi tropicali può favorire un’infezione intestinale, batterica o virale, ma anche slatentizzare una colite ulcerosa subclinica.

E’ una malattia infiammatoria cronica che colpisce il colon. Si localizza nell’ultimo tratto dell’intestino, cioè nel retto, e tende poi a propagarsi dal tratto distale a quelli più prossimali.

Il sintomo tipico è la rettorragia, cioè l’evacuazione di sangue con le feci. Talora sono presenti solo diarrea e mucorrea, cioè emissione di muco. Spesso la diarrea è abbondante, con molte scariche liquide e segnali di malessere generale. A volte c'è febbricola, con nausea e astenia.

La malattia predilige la razza bianca e la popolazione dei Paesi ad elevato tenore di vita. Le sue cause non sono note.

Le alterazioni ematiche sono l'anemia e l'aumento degli indici infiammatori. In alcune fasi sono elevati i globuli bianchi che indicano infezione.

I segni obiettivi e l'anamnesi fanno sospettare la malattia. La palpazione dell'addome guida alla diagnosi. In fase acuta e complicata possono esserci segni di "peritonismo", che impongono la diagnosi differenziale con altre patologie.

La certezza diagnostica si ha esclusivamente con la colonscopia, che consente una visione diretta della mucosa del colon e permette di effettuare biopsie per l'esame istologico. È importante distinguere la colite ulcerosa da altre forme specifiche o infettive e dal morbo di Crohn.

La terapia medica controlla un'elevata percentuale di malati. La terapia chirurgica è riservata a soggetti con coinvolgimento di tutto il colon e che non rispondono alle cure mediche. In questi casi la malattia causa continue perdite di sangue e può complicarsi nel megacolon tossico, potenzialmente mortale se non diagnosticato a tempo.

Un’altra complicanza è il cancro del colon. Ecco perchè è opportuno eseguire periodici controlli endoscopici per rilevare per tempo polipi displasici, cioè polipi che iniziano una trasformazione tumorale, che possono essere asportati durante l'esame endoscopico.

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