FAQ Sindrome intestino irritabile

Probabilmente si tratta della “ Sindrome dell’Intestino Irritabile ”, definita anche “Colite spastica”, che è un insieme di sintomi che il paziente presenta senza la documentazione di una malattia organica. Ma la probabilità di questa diagnosi non deve essere sufficiente per un medico scrupoloso. Bisogna essere certi che realmente non ci siano malattie organiche. Occorre la valutazione clinica e l'anamnesi del paziente, considerare le sue abitudini e visionare gli esami già eseguiti. Si deciderà se eseguire altri accertamenti, esami ematici, colonscopia, gastroscopia, defecografia o altro.

La colite  è una malattia infiammatoria del colon, che va verificata con esame endoscopico ed istologico. La Colite Spastica  (o Sindrome dell'Intestino Irritabile), è un disordine funzionale dell'intestino, che non presenta un danno organico documentabile; ovvero, se è presente un danno organico, esso non giustifica la presenza di quei sintomi. La colite spastica è caratterizzata da dolore, associato a disturbi della defecazione, da gonfiore addominale e alvo alternato.

La colite spastica è una sindrome funzionale cronica o ricorrente, non giustificabile da alterazioni organiche o biochimiche. La colite è l'infiammazione della mucosa colica con alterazioni istologiche e biochimiche ematiche.

La colite spastica  si associa ad un'alterazione importante della qualità della vita, sovrapponibile, secondo studi effettuati, a quella dei soggetti che soffrono di malattie cardiache. Considerando che tali disturbi colpiscono una fascia di età giovane, essi comportano un danno non solo soggettivo, ma anche di tipo sociale e lavorativo.

L'esordio è per lo più ingravescente. Il manifestarsi improvviso dei dolori addominali e delle alterazioni della defecazione inducono ad approfondire con accertamenti mirati. Successivamente l'andamento di malattia è caratterizzato da cronicità e ricorrenza dei sintomi. Spesso questi disturbi sono associati ad una sensazione di malessere generale, con scadimento della qualità della vita.

La colite spastica  è una patologia molto frequente. Incide prevalentemente nel sesso femminile con un rapporto di 2:1. L'età di presentazione si colloca tra i 30 ed i 50 anni. In Italia ha una prevalenza del 20% circa.

La diagnosi di colite spastica può essere clinica, basandosi sui criteri che vengono definiti "Criteri di Roma".
E’ opportuno effettuare esami di laboratorio di base e, secondo la valutazione dello specialista Gastroenterologo, la colonscopia.

Gli esami radiologici Clisma Opaco a doppio contrasto e TC-Colografia fanno vedere l'interno del colon per sottrazione di immagini e ricostruzione al computer, nel caso della TAC. Per eseguire tali esami occorre la somministrazione per via rettale di bario e di aria. Essi consentono di rilevare la presenza di diverticoli e di grossi polipi, mentre per diagnosticare quelli più piccoli e per asportarli è necessaria la colonscopia.

La colonscopia va effettuata per escludere patologie organiche e soprattutto in soggetti con età superiore a 50 anni o con familiarità per Cancro del Colon. Va sempre effettuata in caso di presenza di sangue occulto o di sangue commisto alle feci, in caso di diarrea persistente, di dimagramento e di alvo alterno tra stipsi e diarrea.

Nei casi in cui sono presenti proctalgie o sintomi anali lo specialista Gastroenterologo  Proctologo valuterà l'opportunità di indagare con una defecografia o con una manometria dell’anoretto.

La terapia della colite spastica è sintomatica per definizione. La dieta è importante e sarà ad alto contenuto di fibre o meno, a seconda della valutazione clinica, con raccomandazione ad evitare eccessi ed abusi, l'utilizzo di spezie e di eccitanti, come caffeina e teina. L'utilizzo di antidiarroici, antispastici, procinetici e lassativi sarà valutato dallo specialista. In alcuni casi ribelli sarà opportuno l'utilizzo di farmaci psicoattivi, come antidepressivi ed ansiolitici, che mirano ad alzare la soglia del dolore e regolare la motilità attraverso una modulazione del Sistema Nervoso Enterico.

La dieta rappresenta un cardine importante nel trattamento della colite spastica. Deve essere leggera, cioè con pochi grassi e spezie, equilibrata in rapporto all'attività fisica e con un apporto adeguato in fibre.

Vanno evitate le sostanze che hanno un'azione stimolante sulla motilità intestinale, come la caffeina, la teina, ma non esistono alimenti controindicati in assoluto.

Le fibre sono agenti formanti massa, hanno un'azione prebiotica ed aumentano il volume delle feci, normalizzando la flora batterica intestinale.

La Colite spastica è un disturbo ad andamento cronico e ricorrente. Sono opportuni cicli terapeutici, in rapporto all'andamento clinico, con attenzione costante alla dieta, che sia equilibrata e povera di sostanze irritanti.

Torna su